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Denuncia o denunzia: quale grafia è corretta nel linguaggio giuridico?

Nel linguaggio giuridico e nell’uso comune capita spesso di incontrare entrambe le grafie, denuncia e denunzia, riferite allo stesso atto con cui si porta un fatto a conoscenza dell’autorità. Il dubbio su quale sia la forma corretta è legittimo e merita un chiarimento che tenga conto sia della lingua italiana sia dell’uso nel diritto.

Origine delle due grafie

Il verbo denunciare deriva dal latino denuntiare. Nel passaggio al volgare e poi all’italiano moderno, il gruppo -ti- latino ha seguito due possibili evoluzioni:

  • una forma più vicina all’etimo, con -zia;
  • una forma semplificata e più diffusa nell’uso, con -cia.

Da questa doppia evoluzione derivano le due varianti denunzia e denuncia, entrambe corrette dal punto di vista storico e linguistico.

L’uso nella lingua italiana contemporanea

Nell’italiano corrente, sia scritto sia parlato, la forma nettamente prevalente è denuncia. È quella riportata come principale dai dizionari dell’uso e quella comunemente insegnata a scuola.

La grafia denunzia non è errata, ma è oggi percepita come meno comune e in parte arcaica. Sopravvive soprattutto in testi giuridici più risalenti o in atti che mantengono una terminologia tradizionale.

La terminologia nel diritto penale

Anche nel linguaggio giuridico attuale la forma più utilizzata è denuncia. Il codice penale e il codice di procedura penale impiegano stabilmente questa grafia, così come la prassi delle procure, delle forze di polizia e degli uffici giudiziari.

La forma denunzia può ancora comparire in:

  • testi normativi anteriori a riforme linguistiche;
  • commentari o manuali più datati;
  • alcuni atti redatti seguendo modelli tradizionali.

Dal punto di vista giuridico, tuttavia, non vi è alcuna differenza di significato o di effetti tra le due forme.

Esistono differenze di valore giuridico?

No. Scrivere denuncia o denunzia non incide in alcun modo sulla validità dell’atto né sul suo contenuto giuridico. Si tratta esclusivamente di una questione ortografica.

Ciò che rileva, sul piano giuridico, è il contenuto dell’atto e la sua presentazione all’autorità competente, non la scelta tra le due grafie.

Quale forma è preferibile usare oggi

Nella redazione di testi contemporanei, in particolare di atti destinati a uffici pubblici o a un pubblico non specialistico, è preferibile utilizzare la forma denuncia. È quella più chiara, più diffusa e più coerente con l’uso normativo attuale.

La forma denunzia resta corretta, ma può risultare inutilmente ricercata o datata.

In poche parole

Denuncia e denunzia sono entrambe forme corrette della lingua italiana, ma nell’uso moderno, e in particolare nel diritto penale vigente, denuncia è la grafia standard e consigliata. Comprendere questa distinzione consente di evitare dubbi formali e di concentrarsi sugli aspetti sostanziali dell’atto.

avvocato andrea ferrari
Autore

Avvocato Andrea Ferrari

Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Bologna con un Master in Diritto Processuale Penale. Oltre 15 anni di esperienza in procedimenti penali, con particolare focus su reati informatici e procedure di denuncia.