C’è un lato della violenza digitale di cui si parla poco, anche dopo eventi importanti come il flashmob “Non con la mia faccia” dello scorso 5 novembre: la paralisi della vittima.
Sapere di essere stati colpiti da un Deepfake (un video manipolato dall’IA) è traumatico. Ma dover entrare in un ufficio di Polizia, sedersi davanti a un agente e dire “Guardate, c’è un video falso in cui sembro nuda/o” è, per molti, un ostacolo insormontabile.
È qui che la tecnologia, che ha creato il problema, offre anche la soluzione. La denuncia online non è solo una comodità burocratica: è uno scudo che protegge la tua dignità nel momento più delicato, permettendoti di agire subito, con freddezza e precisione tecnica.
Perché la procedura telematica è più efficace per i Deepfake
Quando si tratta di reati informatici, la tempestività è tutto. Un video caricato su Telegram o su un sito per adulti può essere clonato su dieci server diversi nel tempo che impieghi ad andare fisicamente dalle autorità.
Scegliere la via della denuncia telematica (o assistita online) offre tre vantaggi tecnici innegabili rispetto alla procedura tradizionale:
- Nessun filtro emotivo: Puoi descrivere i fatti e allegare i link senza l’imbarazzo di doverli mostrare “live” a uno sconosciuto nello sportello accettazione.
- Precisione dei dati: Dettare un URL complesso (pieno di caratteri speciali) a voce a un operatore porta quasi sempre a errori di trascrizione. Inserirlo digitalmente nel corpo della denuncia garantisce che l’autorità giudiziaria riceva il link corretto su cui indagare.
- Velocità di acquisizione: Prima parte la segnalazione formale, prima la Polizia Postale può attivarsi per il “sequestro” virtuale della pagina.
Cosa allegare alla denuncia (La Checklist Tecnica)
Il flashmob di novembre ha gridato nelle piazze il diritto alla propria immagine. In sede di denuncia online, questo diritto si difende con prove documentali solide. Non basta dire “c’è un video”.
L’errore più comune è allegare una foto sfocata fatta con il cellulare al monitor del PC. Questo materiale ha un valore probatorio debolissimo.
Ecco come costruire una denuncia solida da casa:
Tabella: La prova “regina” vs La prova inutile
| Tipo di Prova | Valore Legale | Perché? |
| Foto dello schermo | ❌ Basso/Nullo | Facilmente falsificabile, non contiene metadati. |
| Screenshot semplice | ⚠️ Medio | Utile per contestualizzare, ma non certifica la data certa o l’origine. |
| URL (Link) Completo | ✅ Alto | Permette alla Polizia di risalire al server e all’indirizzo IP. |
| Copia Forense | 🏆 Massimo | Cristallizza la prova con valore legale inoppugnabile (anche se il video viene cancellato dopo). |
Il Codice Rosso vale anche per il web?
Sì. È fondamentale sapere che se il Deepfake ha natura sessuale (il cosiddetto Deepnude), la tua denuncia potrebbe rientrare nelle procedure d’urgenza previste dal Codice Rosso, estese anche alle violenze digitali come il Revenge Porn (art. 612-ter c.p.).
Presentare la denuncia online permette di incanalare subito la richiesta verso i magistrati specializzati in reati informatici e violenza di genere, saltando passaggi burocratici intermedi che spesso rallentano le indagini nei piccoli comandi locali non specializzati.
Oltre la denuncia: la richiesta di “De-indicizzazione”
Mentre prepari la tua denuncia online, c’è un’altra azione parallela che devi fare: chiedere a Google e ai motori di ricerca di non mostrare quel risultato!
Nella querela che andrai a redigere, è possibile inserire la richiesta esplicita di rimozione e de-indicizzazione dei contenuti ai sensi del Diritto all’Oblio.
Clicca qui per il Modulo da inviare a Google per richiedere il diritto all’oblio
Il movimento “Non con la mia faccia” ci ha insegnato che riappropriarsi della propria immagine è un atto di libertà. Farlo attraverso strumenti digitali legali è il modo più intelligente per trasformare quella rabbia in giustizia, senza esporsi a ulteriori umiliazioni.
Se hai trovato un tuo video falso online, non chiudere il browser per la vergogna. Raccogli i link, fai gli screenshot e avvia la procedura. Il sistema legale è pronto a recepire la tua istanza, anche a distanza.